martedì 16 dicembre 2014

R.M.S. Queen Elizabeth...la Prima!

Ogni volta che scrivo di questa storica compagnia si parla sempre di transatlantici leggendari...ed infatti oggi su Transatlantic Era si torna a parlare della Cunard Line, questa volta con la storia di uno dei suoi transatlantici più importanti: il Queen Elizabeth. Il primo ad essere battezzato con questo nome, divenuto mitico e intramontabile nella storia delle grandi navi del secolo.
Un transatlantico nato durante la Seconda Guerra Mondiale e, come vedremo, ha risentito molto nel corso della sua longeva vita di questo tragico periodo storico... Il progetto iniziale della Cunard era quello di costruire due enormi unità gemelle, ma alla fine non andò proprio così... Infatti l'RMS Queen Elizabeth risultò essere molto diverso dal suo "gemello" RMS Queen Mary, con grandi differenze strutturali sia interne che esterne e soprattutto la lunghezza maggiore dello scafo che lo portò a divenire il transatlantico più grande del mondo con i suoi 314 metri...titolo mantenuto per ben 56 anni! Ma procediamo con calma cercando di descrivere e capire al meglio tutte le varie fasi dell'intensa vita di questa storica nave.
Tutto ebbe inizio il 27 maggio 1936, proprio nel giorno in cui il Queen Mary attraversava l'oceano per la prima volta: Sir Percy Bates, l'allora presidente della Cunard confermò la costruzione della seconda nave prevista dal progetto dando subito ordine ai progettisti di iniziare i lavori... ma prima di posare la chiglia ingegneri e architetti apportarono numerose migliorie al progetto iniziale che portarono il Queen Elizabeth a differenziarsi molto dal Queen Mary. Tra le modifiche più importanti vi fu la riduzione delle caldaie che da 24 divennero 12 aumentando quindi la capacità di carico e la rimozione dunque del terzo fumaiolo, dando più spazio ai passeggeri sul ponte aperto. Inoltre fu rimosso un ponte a prua e modificato lo scafo che divenne più affusolato e lungo (3 metri in più rispetto a quello del Queen Mary). Il nuovo progetto fu approvato ampiamente da tutti gli amministratori della Cunard, presidente compreso, che furono realmente soddisfatti da ciò che i progettisti avevano creato. Fu dunque così che finalmente l'RMS Queen Elizabeth fu impostato, il 4 dicembre 1936 presso i cantieri della John Brown&Co a Clydebank.
Fu la stessa Regina Elisabetta a battezzare e varare la nave che portava il suo nome il 27 settembre 1938... Il transatlantico scivolò in acqua senza problemi e il suo varo fu perfetto nonostante le perplessità per la sua grandezza. La Cunard prevedeva di completare gli allestimenti entro la fine del 1939 in modo da mettere in servizio il transatlantico nella primavera del 1940. Ma purtroppo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale cambiò tutti i piani. La nave restò bloccata al molo di allestimento in attesa di nuove indicazioni che arrivarono all'inizio del 1940 dal commissario dell'Ammiragliato Winston Churchill, il quale ordinò di mettere la nave al sicuro data la sua immensa importanza bellica e commerciale. Churchill ordinò di spostare il prima possibile la nave da Clydebank e di mantenerla il più lontano possibile dalle isole britanniche dove sarebbe di sicuro diventata vittima dei tedeschi. La città dove era ancorato il transatlantico era però piena di spie tedesche e fu allora necessario elaborare un complicato sistema per trasferirlo in modo sicuro e nascosto. I tedeschi inoltre erano anche a conoscenza del fatto che fattore principale per la partenza della nave erano le uniche due maree che avrebbero portato le acque ad un livello abbastanza alto da permettere a un transatlantico di quelle dimensioni di lasciare il cantiere... La Cunard allora con l'aiuto del ministero della navigazione assegnò al Queen Elizabeth un equipaggio di soli 400 uomini, tutti consapevoli del fatto che sarebbero rimasti in mare anche per più di sei mesi. Spostò al cantiere di Southampton alcune parti della nave che servivano a completare l'allestimento e addirittura furono prenotate negli hotel adiacenti al cantiere stesso delle stanze a nome di numerosi membri dell'equipaggio, capitano compreso, in modo da confondere totalmente i tedeschi che avrebbero creduto in un reale trasferimento del transatlantico a Southampton. Prima di questo segretissimo viaggio il Queen Elizabeth fu verniciato con un colore mimetico coprendo il nome e le bandiere della compagnia... La nave levò gli ormeggi il 3 marzo 1940 e dopo essere uscita dal fiume di Clyde navigò lungo la costa fermandosi per incontrare un messaggero della Regina... Quest'ultimo portò con se finalmente l'ordine definitivo: portare il transatlantico al porto di New York.
Dopo i rifornimenti il capitano condusse l'enorme nave nell'Atlantico... Il Queen Elizabeth dovette attraversare l'oceano senza nemmeno aver compiuto le prove tecniche, ancora incompleto, senza fare scali e in un rigido silenzio radio, navigando inoltre a zigzag e ad una velocità di 26 nodi per sfuggire agli U-Boot che infestavano le acque del nord Atlantico. Sei giorni dopo il transatlantico arrivò in sicurezza a New York dove fu ormeggiato al fianco del Queen Mary e del Normandie, unica volta in cui le tre navi più grandi del mondo si ritrovarono insieme nello stesso porto.
Il Capitano John Townley fu elogiato per la sua bravura ricevendo attraverso un telegramma i ringraziamenti della Regina per aver salvato la sua omonima nave.
La Marina Inglese nei mesi successivi requisì i due enormi transatlantici della Cunard per uso bellico... vi fu inizialmente grande scetticismo in quanto si riteneva che le due unità fossero troppo grandi per essere utilizzate durante la guerra. Ma fu la grande velocità e manovrabilità di entrambe le navi a convincere la Marina a convertirle e adibirle al trasporto truppe. Il Queen Elizabeth lasciò il porto di New York il 13 novembre 1940 per raggiungere Singapore ed essere sottoposto ai lavori di conversione. Iniziò il suo nuovo impiego nel febbraio 1941 trasportando truppe dall'Australia all'Africa e all'Asia.

Nel 1942 invece trasportò truppe Americane in Europa navigando spesso a fianco del Queen Mary che svolgeva lo stesso servizio. Furono centinaia di migliaia i soldati che viaggiarono sulla Queen Elizabeth durante la guerra e fortunatamente sfuggì ai sommergibili tedeschi uscendo indenne dal conflitto. A differenza del Queen Mary che anche dopo il conflitto continuò a prestare servizio militare rimpatriando i soldati americani, il Queen Elizabeth rientrò subito in cantiere per essere riadattato al servizio civile.
Finalmente nel 1946 il Queen Elizabeth effettuò le formali prove in mare per iniziare il suo trasporto passeggeri sulla rotta Southampton - New York con scalo a Chersburg...



A parte due incidenti che lo videro protagonista nel 1947 quando si arenò poco fuori Southampton, e nel 1959 quando si scontrò nella baia di New York a causa della nebbia con il cargo American Hunter riportando lievi danni allo scafo, il Queen Elizabeth navigò indisturbato per circa 20 anni dominando l'oceano con la sua immensa mole e affascinando i suoi passeggeri per la bellezza dei suoi interni e la grande stabilità che garantivano viaggi comodi e unici.
A giocare un ruolo fondamentale nel successo di questa nave fu senza dubbio la velocità, caratteristica per la quale veniva scelta dai grandi uomini d'affari dell'epoca che avevano sempre fretta di raggiungere il nuovo mondo, senza però rinunciare ad agio e lusso.



Ma purtroppo come tutti i grandi transatlantici della metà del '900 anche il Queen Elizabeth subì negativamente la veloce diffusione del jet che dimezzò la clientela di queste enormi navi mandandole in crisi negli anni '60. Anche in questo caso la Cunard dovette riadattarsi per far fronte alle spese enormi dei viaggi del Queen Elizabeth... Decise allora di ammortizzare i costi offrendo delle crociere ai caraibi oltre alle normali traversate transatlantiche. Per questo nuovo servizio il transatlantico fu sottoposto a delle modifiche adeguate... Fu introdotta la classe turistica e la classe cabina, diminuendo appunto i posti in prima classe, fu migliorato il sistema di aria condizionata e furono aggiunte due piscine, una coperta e una sul ponte esterno con tanto di lido attrezzato e bar. Ma questa manovra fu ancora una volta uno spreco di soldi e soprattutto non servì ad uscire dalla crisi...



La decisione finale della compagnia fu di ritirare la Queen Mary e la Queen Elizabeth per sostituirle con una nave più piccola ma più moderna, veloce e con costi molto ridotti, la Queen Elizabeth II nel 1969. Qui ebbe inizio un enorme passamano per il Queen Elizabeth che fu dapprima venduto ad una società di Filadelfia che la modificò per convertirla in hotel galleggiante (proprio come la Queen Mary) ma il progetto non andò come sperato e pochi mesi dopo aver aperto al pubblico nel 1969 venne chiuso perchè ritenuto troppo poco remunerativo... Fu quindi venduto ad un uomo d'affari di Hong Kong nel 1970. Quest'ultimo aveva in programma di trasformare la nave in un università galleggiante sotto il nome Seawise University.

Ma fu proprio durante questi lavori che giunse il capolinea per la vita di questo transatlantico. Il 9 gennaio 1972, quando ancora il sistema antincendio era fuori uso, sul Seawise ebbe inizio il dramma.
Scoppiò un incendio nella sala macchine e le fiamme si diffusero rapidamente ai ponti superiori e ne l'equipaggio ne le Fireboat riuscirono a domarle...



Ormai indebolito, semidistrutto e pieno d'acqua lo scafo dell'ex Queen Elizabeth si rovesciò su un fianco poggiandosi sul basso fondale nella baia di Hong Kong.
Il relitto fu parzialmente smantellato tra il 1974 e il 1975 ma circa il 50% dello scafo fu lasciato sul fondale e segnalato da boe per evitare collisioni ed incidenti... Soltanto nel 1990, con la costruzione di una nuova banchina, fu completamente ricoperto scomparendo per sempre. Ancora oggi, nonostante le numerose indagini, non si conoscono le cause dell'incendio che per molti sono di origine dolosa. 
Senza dubbio un destino davvero ingiusto per uno storico transatlantico come il Queen Elizabeth.




Di seguito alcune immagini degli interni del Queen Elizabeth all'epoca del suo splendore, quando durante i suoi viaggi regalava emozioni intense e infinite ai suoi fortunati passeggeri. Come la maggior parte delle navi risalenti agli anni '50 anche in questo caso allestimenti e arredi furono tutti rigorosamente in stile Art Decò miscelati al classico non troppo eccentrico. Ovviamente il lusso e lo sfarzo dominavano i saloni e i ristoranti di prima classe, ma anche gli ambienti della seconda e della terza erano molto curati e raffinati... Per i materiali non si badò a spese e tra marmi pregiati, legni intarsiati, cristalli, mosaici e tessuti unici gli interni del Queen Elizabeth lasciavano davvero meravigliati tutti i passeggeri che vi salirono a bordo in quell'epoca. 
Una nave dunque bellissima, sia dentro che fuori!



 Scheda Tecnica 
Costruttore: John Brown&Company, Clydebank
Armatore: Cunard 1939 - The Queen Corporation 1968 - Orient Overseas Line 1970
Varo: 27 settembre 1938
Entrata in servizio: 3 marzo 1940
Lunghezza: 314 metri
Larghezza: 36 metri
Velocità: 26 nodi
Capacità: 2238 passeggeri, 1000 equipaggio
Alla prossima da Transatlantic Era...

sabato 22 novembre 2014

R.M.S. Republic....

Ancora una volta sotto la lente di Transatlantic Era la White Star Line, con uno dei suoi primi piroscafi di successo...
Questa è la breve storia dello sfortunato RMS Republic, conosciuto anche con il nomignolo "Millionaires' Ship", la nave dei milionari, in quanto fu meta ambita da illustri personaggi di quell'epoca, tra i più ricchi del mondo che la sceglievano per i loro viaggi di piacere e d'affari tra il Regno Unito e New York. 


Inizialmente il Republic si chiamava SS Columbus ed apparteneva alla compagnia Dominion Line (controllata appunto da White Star). Fu impostato e costruito nei cantieri Harland&Wolf di Belfast tra il 1902 e il 1903. Fu varato il 23 febbraio 1903 e, completato l'allestimento, partì per il viaggio inaugurale da Southampton ad ottobre dello stesso anno riscontrando un enorme successo nonostante fosse stato concepito per lo più seguendo altissimi standard di sicurezza e stabilità, piuttosto che di bellezza e lusso.




 Fu proprio questo grande successo che portò la White Star Line ad acquistarlo per inserirlo nella sua flotta dopo soli 2 viaggi sotto bandiera della Dominion Line. lo ribattezzò Republic e dopo qualche piccola modifica, soprattutto agli arredi di prima classe per renderli più sfarzosi e lussuosi, lo destinò alla rotta Liverpool - New York - Boston.









Con le sue 15400 t. viaggiò indisturbato per anni riscuotendo, come detto prima, un enorme successo tra l'alta società europea e statunitense di quell'epoca.
Nonostante ciò la vita di questo transatlantico fu breve e terminò tragicamente il mattino del 23 gennaio 1909...
L'RMS Republic era in navigazione da New York verso Gibilterra, diretto in alcuni porti del Mediterraneo... Al largo dell'isola di Nantucket (proprio come l'Andrea Doria) entrò in una fitta nebbia.



 Nonostante la velocità ridotta, le luci antinebbia regolarmente accese e la presenza del fischio di segnalazione, dalla fitta foschia spuntò la prua del transatlantico italiano Florida che speronò violentemente la poppa del Republic proprio nella zona della sala macchine e delle caldaie, che immediatamente iniziarono ad imbarcare acqua. Le vittime della collisione furono 6 in tutto: 3 passeggeri sul Republic e 3 membri dell'equipaggio del Florida. 


Per la prima volta nella storia della navigazione fu utilizzato il telegrafo senza fii Marconi per lanciare l'S.O.S al quale risposero subito il transatlantico Baltic della White Star e la US Gresham. Nonostante la prua completamente devastata il Florida rimase a galla senza nessuno pericolo di affondamento...Al contrario invece il Republic iniziò da subito ad inclinarsi sul lato dello squarcio. I capitani e l'equipaggio di entrambe le navi furono molto efficienti e tempestivi nell'organizzazione dei soccorsi e dell'evacuazione del transatlantico inglese. Infatti immediatamente molti passeggeri del Republic furono trasferiti con le lance sul Florida che però, essendo un piroscafo di piccole dimensioni, si trovò subito in una condizione di sovraccarico... 




Fortunatamente giunse sul posto il Gresham che recuperò velocemente altri naufraghi e infine il Baltic che ebbe difficoltà ad individuare il luogo dell'incidente a causa, appunto, della fitta nebbia. Tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio furono tratti in salvo e divisi tra le due navi giunte in soccorso e sul Florida stesso, capace ancora di navigare nonostante gli ingenti danni. Intanto sul luogo del naufragio arrivarono anche i piroscafi New York e Lucania della Cunard Line che insieme al capitano e alcuni ufficiali  tentarono di legare e trainare il Republic su un basso fondale per poterlo in un certo senso salvare, ma fu tutto inutile, in quanto oltre ad essere già pericolosamente inclinato su un lato, aveva ormai imbarcato molta acqua...




 Il giorno dopo infatti, il 24 gennaio 1909 l'RMS Republic affondò definitivamente dopo ben 39 ore di agonia.


 Scheda Tecnica 
Costruttore:  Harland&Wolf, Belfast
Armatore: Dominion Line - White Star Line
Varo: 26 febbraio 1903
Entrata in servizio: Ottobre 1903
Lunghezza: 173,7 metri
Larghezza: 20,7 metri
Velocità: 16 nodi
Capacità: 2830 passeggeri ed equipaggio

Alla prossima da Transatlantic Era...

giovedì 6 novembre 2014

La Flotta Bianca...

- Le Navi Ospedale della Seconda Guerra Mondiale - 
Nella storia della Marina Italiana di gran valore è senza dubbio la famosa "Flotta Bianca"... ossia le navi ospedale che operarono durante la drammatica Seconda Guerra mondiale, apportando aiuti e speranza, divenendo spesso vittime del conflitto.


Ma prima di tutto, cos'è una nave ospedale?
<<Una Nave Ospedale è un imbarcazione costruita o adattata per operare come un vero e proprio ospedale galleggiante e prestare aiuto e soccorsi in paesi dove le strutture mediche non sono abbastanza sviluppate o in zone di guerra. La storia di questa tipologia di nave risale al XVII secolo, quando durante i conflitti venivano attrezzate vecchie galee in disarmo. Esse venivano fissate ai porti e funzionavano come infermerie e ricoveri per marinai e soldati feriti.>>

Ma come già detto la storia delle navi ospedale italiane della Seconda Guerra Mondiale è senza dubbio la più affascinante e, sotto certi aspetti, la più triste e tragica. Vi erano in tutto 18 unità operative e tra queste figuravano alcuni dei più grandi transatlantici italiani di quell'epoca, requisiti alle svariate compagnie di navigazione dalla Regia Marina, spogliate di sfarzo e lusso, e convertite con macchinari all'avanguardia e sale operatorie in ospedali mobili galleggianti. Il lavoro di queste navi fu davvero impegnativo durante il conflitto... Furono migliaia i naufraghi e i profughi tratti in salvo nelle numerose missioni e nonostante il divieto assoluto di attaccare e/o affondare le navi ospedale imposto dalla Convenzione dell'AIA del 1907, quest'ultime invece caddero spesso vittime di siluramenti e bombardamenti.
Molte di esse affondarono trascinando in fondo al mare centinaia di vite innocenti e questo ci dà l'idea e l'esempio di quanto sia stata terribile e folle la Seconda Guerra Mondiale... Perché attaccare un ospedale, anche se mobile e galleggiante, non è solo un crimine di guerra, ma un crimine contro l'umanità.
A bordo di queste navi vi erano persone che con orgoglio e coraggio prestavano il proprio aiuto, lì dove la guerra non lasciava speranza. E questo è senza dubbio il pregio più grande della Flotta Bianca, proprio il coraggio infinito di tutto l'equipaggio, dei marinai, dei dottori e delle crocerossine che nonostante il terrore che vi era in giro in quel periodo, si imbarcavano con onore e forza riuscendo a portare il loro immenso aiuto in tutti i mari del mondo...
Quindi ancora una volta possiamo essere fieri di un qualcosa che ha dato tanto onore al nostro Paese. 
Di seguito la lista completa di tutte le navi ospedale e di soccorso operative della Flotta Bianca durante il secondo conflitto mondiale.

Aquileia
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Nederland Scheepsbouw Mij
Armatore: Nederland Steam Ship Company (1914) - Lloyd Triestino (1935)
Varo: 1914
Entrata in servizio: 1914
Lunghezza: 151 metri
Larghezza: 17 metri
Velocità: 14-15 nodi
Capacità: 340 equipaggio, 780 passeggeri

California
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Scott's Shipbuilder&Engineering, Greenock
Armatore: Cunard Line (1921) - Lloyd Triestino (1930)
Varo: 17 aprile 1921
Entrata in servizio: 19 gennaio 1921
Lunghezza: 164 metri
Larghezza: 19,51 metri
Velocità: 14 nodi
Capacità: 500 passeggeri, 135 equipaggio

Gradisca
 Scheda Tecnica 
Costruttore: A. Stephens & Sans, Glasgow
Armatore: Royal Holland Lloyd (1913) - Lloyd Triestino (1935)
Varo: 20 maggio 1913
Entrata in servizio: 8 ottobre 1913
Lunghezza: 170 metri
Larghezza: 20 metri
Velocità: 16 nodi
Capacità: 1520 passeggeri, 490 equipaggio

Toscana
 Scheda Tecnica 
Costruttore: AG Weser, Brema
Armatore: Norddeutscher Lloyd (1923) - Italia Flotte Riunite (1935) - Lloyd Triestino (1936)
Varo: 1923
Entrata in servizio: 1923
Lunghezza: 146 metri
Larghezza: 17 metri
Velocità: 12 nodi
Capacità: 826 passeggeri, 176 equipaggio

Sicilia
 Scheda Tecnica 
Costruttore: AG Weser, Brema
Armatore: Norddeutscher Lloyd (1923) - Italia Flotte Riunite (1935) - Lloyd Triestino (1936)
Varo: 1924
Entrata in servizio: 1924
Lunghezza: 146 metri
Larghezza: 17 metri
Velocità: 12 nodi
Capacità: 826 passeggeri, 176 equipaggio

Virgilio
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Cantieri e officine meccaniche meridionali, Baia
Armatore: Navigazione generale Italiana (1928) - Italia Flotte Riunite (1932)
Varo: 13 novembre 1926
Entrata in servizio: 24 aprile 1928
Lunghezza: 152 metri
Larghezza: 18 metri
Velocità: 14,5 nodi
Capacità: 640 passeggeri, 200 equipaggio

Principessa Giovanna
 Scheda Tecnica
Costruttore: Tosi, Taranto
Armatore: Lloyd Sabaudo (1923) - Italia Flotte Riunite (1932) - Italia Società anonima di navigazione (1936)
Varo: 29 aprile 1923
Entrata in servizio: 1 Agosto 1923
Lunghezza: 140 metri
Larghezza: 18 metri
Velocità: 13 nodi
Capacità: 400 passeggeri, 130 equipaggio

 Scheda Tecnica 
Costruttore: William Beardmore&Co, Scozia
Armatore: Adelaide Steam Ship Company (1912) - Bermuda&West Indies Steam Ship Company (1921) - Lloyd Triestino (1935)
Varo: 25 maggio 1912
Entrata in servizio: 1912
Lunghezza: 130,6 metri
Larghezza: 17,28 metri
Velocità: 16 nodi
Capacità: 430 passeggeri, 225 equipaggio

Tevere
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Cantiere San Rocco, Muggia
Armatore: Lloyd austriaco (1913) - Lloyd Triestino (1918)
Varo: 3 maggio 1912
Entrata in servizio: 1 marzo 1913
Lunghezza: 143 metri
Larghezza: 17 metri
Velocità: 15-16 nodi
Capacità: 210 passeggeri, 70 equipaggio

Po
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Arsenale Lloyd, Trieste
Armatore: Lloyd Austriaco (1911) - Lloyd Triestino (1921)
Varo: 4 marzo 1911
Entrata in servizio: 28 agosto 1911
Lunghezza: 134 metri
Larghezza: 16 metri
Velocità: 17 nodi
Capacità: 300 passeggeri, 118 equipaggio

Città di Trapani
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Cantieri del Tirreno
Armatore: Tirrenia Società anonima di navigazione (1928)
Varo: 1928
Entrata in servizio: 1929
Lunghezza: 92 metri
Larghezza: 12 metri
Velocità: 12 nodi
Capacità: 80 equipaggio

Epomeo
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Tosi, Taranto
Armatore: Società anonima partenopea di navigazione (1929)
Varo: 1929
Entrata in servizio: 1930
Lunghezza: 39 metri
Larghezza: 6 metri
Velocità: 12-14 nodi
Capacità: 50 equipaggio

Meta
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Tosi, Taranto
Armatore: Società anonima Partenopea di navigazione (1930) - Società di navigazione Lignano Marittima (1972)
Varo: 1929
Entrata in servizio: 1930
Lunghezza: 39 metri
Larghezza: 6 metri
Velocità: 12-14 nodi
Capacità: 50 equipaggio

Sorrento
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Tosi, Taranto
Armatore: Società anonima Partenopea di navigazione (1930) - Gruppo Sorrentino di Navigazione (1975)
Varo: 1929
Entrata in servizio: 1930
Lunghezza: 39 metri
Larghezza: 6 metri
Velocità: 12-14 nodi
Capacità: 50 equipaggio

Capri
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Tosi, Taranto
Armatore: Società anonima Partenopea di navigazione (1929)
Varo: 1929
Entrata in servizio: 1930
Lunghezza: 39 metri
Larghezza: 6 metri
Velocità: 12-14 nodi
Capacità: 50 equipaggio

Laurana
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Cantieri del Quarnaro, Fiume
Armatore: Società Fiumana di Navigazione (1939) - Malta Steam Ship Company (1946) - John S. Latsis (1948) - Bilinder Marine Corps (1984)
Varo: 1939
Entrata in servizio: 1939
Lunghezza: 55 metri
Larghezza: 8 metri
Velocità: 17 nodi
Capacità: 35 equipaggio

Giuseppe Orlando
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Fratelli Orlando, Livorno
Armatore: Italia Società Anonima di navigazione
Varo: 1936
Entrata in servizio: 22 ottobre 1936
Lunghezza: 64 metri
Larghezza: 10 metri
Velocità: 15 nodi
Capacità: 45 equipaggio

San Giusto
 Scheda Tecnica 
Costruttore: Odero Terni Orlando, La Spezia
Armatore: Società anonima di navigazione Istria
Varo: 10 dicembre 1928
Entrata in servizio: 18 gennaio 1929
Lunghezza: 68 metri
Larghezza: 9,34 metri
Velocità: 12 nodi
Capacità: 86 equipaggio

Alla prossima da Transatlantic Era...