Visualizzazione post con etichetta Rex. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rex. Mostra tutti i post

sabato 18 febbraio 2017

Il Conte di Savoia...

Oscurato dal clamore e dalla grande e intramontabile fama del Rex, suo diretto rivale, il transatlantico Conte di Savoia non fu di certo poco degno di attenzioni. Nato nel decennio forse peggiore per l'Italia, nell'epoca in cui tra la Seconda Guerra Mondiale, la concorrenza, il fascismo e il calare dei viaggi transatlantici, non riuscì a conquistare il successo che meritava...
Grandezza, potenza, sicurezza e lusso ne erano le caratteristiche fondamentali, con tutta l'eccellenza dello stile italiano. La breve storia del Conte di Savoia ebbe inizio nel 1930, quando la compagnia privata Lloyd Sabaudo decise di investire nella costruzione di una nuova e straordinaria unità per combattere il predominio sull'oceano delle grandi navi inglesi e tedesche. Il progetto, nero su bianco, aveva come obiettivo principale offrire la massima velocità e stabilità e doveva essere in grado di raggiungere New York in meno di 7 giorni per essere competitivo. il transatlantico fu dunque impostato il 4 ottobre 1930 presso i Cantieri Riuniti dell'Adriatico a Trieste e completato molto velocemente. Il varo avvenne il 28 ottobre 1931 e a battezzare la nave fu Maria Josè, moglie del re Umberto II di Savoia. Con le sue 48500 tonnellate di stazza il Conte di Savoia scivolò in acqua sotto gli occhi di centinaia di persone accorse per vedere la gigantesca nave da vicino. Dopo i lavori per l'allestimento e le prove in mare, il 30 novembre 1932 il Conte di Savoia partì da Genova per il suo viaggio inaugurale verso gli Stati Uniti che però si rivelò un vero fallimento; infatti in pieno oceano una valvola di sicurezza nella sala macchine esplose squarciando lo scafo sotto la linea di galleggiamento. Per fortuna l'intervento tempestivo dei tecnici a bordo portò in breve tempo alla chiusura della falla scongiurando il rischio di affondamento. La nave allora riprese il viaggio a velocità ridotta accumulando molto ritardo. A New York fu subito riparato e potè tornare in Italia prima del nuovo anno. 





Nonostante il transatlantico fu molto apprezzato, fu in un certo senso sempre oscurato dal Rex, nato contemporaneamente e diretto concorrente sulla rotta atlantica. Infatti gli occhi del mondo erano puntati sempre sulla nave della Navigazione Generale Italiana che oltre ad essere più grande del Conte di Savoia riuscì anche a vincere il Nastro Azzurro e fu comunque pubblicizzata su larga scala come simbolo di potenza italiana. 
Tuttavia, anche se poco citato, il Conte di Savoia fu da subito ritenuto migliore del Rex sia per gli interni e il servizio a bordo, sia per la grande comodità e stabilità dovuta agli enormi giroscopi montati a bordo. Ma da diretti rivali il Conte di Savoia e il Rex si ritrovarono a far parte della stessa flotta quando, per dimezzare i costi e sottoporre la navigazione italiana sotto il controllo di un unico ente, la NGI, la Lloyd Sabaudo e la Cosulich Line si fusero in un'unica società: Italia Flotte Riunite. Il Conte di Savoia dunque sotto la bandiera della nuova compagnia continuò nel suo servizio di linea e nel 1940 fu il mezzo principale attraverso il quale gli ebrei fuggirono dal fascismo e dal nazismo per raggiungere l'America. Nonostante la bellezza e la potenza questo transatlantico ebbe vita breve a causa dell'entrata in guerra dell'Italia il 25 maggio 1940. Si decise infatti di far rientrare il transatlantico che si trovava a New York. Una volta sbarcati i passeggeri a Genova, fu trasferito a Venezia in attesa di nuovi ordini.







 La marina italiana valutò l'idea di requisirlo ma data la stazza e i costi di mantenimento optò per unità più piccole. Il Conte di Savoia rimase allora in disarmo per circa 3 anni, fino all'11 settembre 1943 quando un raid aereo tedesco lo bombardò facendolo affondare parzialmente nella laguna di Venezia. Lo scafo restò lì semiaffondato fino al termine del conflitto mondiale. Dopodiché la Società Italia decise di rimetterlo in sesto e il rigalleggiamento avvenne il 16 ottobre 1945. Giunto in cantiere e dopo una accurata analisi dei danni e delle condizioni generali dello scafo e delle attrezzature, si ritenne troppo costosa la riparazione e in tempi difficili come il post-guerra fu più opportuno venderlo come rottame. Fu così allora che l'ennesimo pezzo di storia navale italiana vide la fine poco gloriosa... Il Conte di Savoia fu definitivamente smantellato a Monfalcone nel 1950.

Interni
Proprio come accennato prima, caratteristica principale che rendeva il Conte di Savoia meta ambita dall'aristocrazia degli anni '30, furono i suoi interni bellissimi.




Era sicuramente la nave più lussuosa del suo tempo con ambienti molto ampi, pieni di luce e ben organizzati che rispecchiavano i grandi palazzi romani del rinascimento. Lo stile classico ma allo stesso tempo con accenni moderni portarono sul mare quell'innovazione unica delle navi made in italy... lo sfarzo e il lusso caratterizzavano i viaggi e i ponti esterni con lidi e piscine furono genitori delle moderne navi da crociera... Che di tale bellezza si conosca ben poco è tragico per tutti gli appassionati. Ciò che rimane è solo qualche fotografia attraverso la quale possiamo immaginare la magia che i fortunati passeggeri potevano provare navigando su questo transatlantico.
Scheda tecnica
Costruttore: Cantieri Riuniti dell'Adriatico
Armatore: Lloyd Sabaudo - Italia Flotte Riunite
Varo: 28 ottobre 1931
Entrata in servizio: 30 novembre 1932
Lunghezza: 248 metri
Larghezza: 29,28 metri
Velocità: 27 nodi
Capacità: 2200 passeggeri, 786 equipaggio

Alla prossima
Transatlantic Era!

martedì 19 febbraio 2013

Il Transatlantico Rex...

In pieno fascismo, in un epoca dove inglesi e tedeschi vantavano la supremazia sui mari con le unità più belle, grandiose e potenti, Mussolini lancia la sua sfida con il varo di uno dei più grandi transatlantici italiani mai costruiti: Il Rex.


 Il transatlantico Rex fu dunque l’emblema della rinascita italiana e non solo in campo marittimo, esso infatti divenne ben presto simbolo di un Italia capace di competere e tener testa alle potenze mondiali e di poter anche superarle sotto certi aspetti! Oltre a rappresentare uno dei vanti dell’epoca fascista, il Rex fu anche il più grande transatlantico italiano fino al  varo di Costa Classica nel 1991 e l’unico in grado di competere con le imponenti navi inglesi e tedesche… Partendo dal principio bisogna sapere che la nascita di questo meraviglioso transatlantico è frutto della mente di Achille Piazzai, ingegnere navale tra i più famosi dell’epoca, che oltre a tenere in considerazione le richieste del mercato e soprattutto di Mussolini stesso, si pose come obiettivo superare i primati di tecnologia e sicurezza che in quel tempo erano attribuiti alle due navi tedesche Bremen ed Europa.
Il Rex fu allora commissionato ai cantieri Ansaldo di Sestri Ponente da Navigazione Generale Italiana con un investimento record di oltre 300 milioni di lire (considerando che eravamo nel 1929). I lavori durarono 2 anni fino al 1° agosto 1931, quando il Rex fu varato in presenza del re Vittorio Emanuele III e della moglie Elena che battezzarono la nave e la avviarono all’allestimento finale degli interni… 



Intanto la NGI si fuse con Lloyd Sabaudo e Cosulich nella nuova compagnia navale Italia Flotte Riunite e fu proprio quest’ultima a prendere in consegna il Rex ormai completato nel settembre del 1932.
Il Rex giunse a Genova sotto gli occhi di migliaia di persone estasiate da tanta maestosità e bellezza… Il transatlantico di oltre 50 mila tonnellate di stazza si innalzava fiero con i suoi due fumaioli bianchi con strisce rosse e verdi tipicamente italiani e lo scafo lungo, alto e slanciato. Durante le prove in mare la nave aveva raggiunto una potenza di oltre 136000 cavalli con le sue due eliche di 5mt di diametro e quindi una notevole velocità.



Il livello qualitativo richiesto fu elevatissimo e Achille Piazzai sottopose il transatlantico a numerosi controlli cercando l’innovazione sotto ogni minimo aspetto a da lì ecco la nascita della perfezione!
Fu dunque proprio dal porto di Genova che ebbe inizio il viaggio inaugurale del Rex il 27 settembre 1932 con circa 1800 passeggeri a bordo e con un clamore immenso, in rotta verso New York come consuetudine. Ma si riscontrarono sin dalla partenza alcuni problemi al motore, cosa che costrinse il grande transatlantico a fare sosta al largo di Gibilterra per accertamenti e per le adeguate riparazioni… Ciò comportò la reazione di alcuni passeggeri, tra i più ricchi ed esigenti, che decisero di lasciare la nave per imbarcarsi sul tedesco Europa in Germania.
Ma la società Italia flotte Riunite e soprattutto il Comandante e l’equipaggio del Rex furono fieri di cogliere di sorpresa quei passeggeri  che quando arrivarono a New York trovarono il Rex già ormeggiato.





Ma il successo più grande di questo transatlantico fu la conquista dell’ambito Nastro Azzurro nell’agosto del ’33, detenuto da anni dal Bremen. Infatti il viaggio sull’Atlantico durò meno di 5 giorni ad una velocità di 30 nodi e fu solo il transatlantico francese Normandie nel 1935 a strappare il titolo alla nave italiana.



Ma come tutti i più grandiosi transatlantici anche il Rex fu vittima di un tragico destino e sempre a causa della guerra… Nel maggio 1940 anche l’Italia ormai era ricorsa alle armi e si stava preparando all’entrata ufficiale in guerra; fu quindi necessario mettere a riparo il Rex che con la sua enorme mole non sarebbe passato inosservato ai nemici e per questo quando rientrò dal suo ultimo viaggio da New York fu posto in disarmo temporaneo nel porto di Genova.
Ma quest’ultima fu una delle prime città italiane ad essere bombardata pesantemente dalla marina francese e per questo l’Italia Flotte Riunite, con l’approvazione di molti enti governativi, trasferì il transatlantico a Trieste per una maggiore sicurezza. Dopo 4 anni e soprattutto dopo l’armistizio, il Rex finì in mano ai tedeschi che decisero di trasferirlo nella baia di Capodistria, ma nel tentativo di spostarlo lo fecero arenare in prossimità di Trieste, tra l’Isola d’Istria e Capodistria… Fu proprio in quel tratto di mare che il Rex fu avvistato dai ricognitori della Royal Air Force che lo bombardarono colpendolo con 123 razzi l'8 settembre 1944. Il Transatlantico restò a galla per 4 giorni in fiamme continuando a bruciare prima di inclinarsi su se stesso ed affondare. Il relitto del Rex restò lì per molto tempo semi sommerso, quasi ad indicare l'enorme sofferenza che stava vivendo, in una scena triste e devastante.



Con la fine della guerra la compagnia proprietaria del transatlantico valutò l’ipotesi di poter recuperare il Rex ma essendo esso semi affondato e gravemente danneggiato risultò più conveniente demolirlo. Il Rex fu dunque smantellato un pezzo alla volta tra il 1947 e il 1958 terminando per sempre la sua onorevole vita sui mari.

Interni
La bellezza del Rex non era rappresentata solo dalla sua linea e dal suo scafo lungo e slanciato...infatti come era prevedibile, la nave fu allestita con arredi da far invidia ai più prestigiosi musei e attirando l'occhio dei ricchi viaggiatori dell'epoca.





Nell'epoca in cui a bordo delle grandi navi di linea predominava ancora il classico e lo sfarzo del barocco anche il Rex fu arredato secondo gli standard di allora... Ma grazie ad un eccellente mix di vari stili si riuscì a ricreare un ambiente di classe ed eleganza...




Il tutto rispecchiava rigorosamente il gusto e lo stile italiano famoso nel mondo e molto richiesto dall'alta società... Pannelli in legno intarsiati, tessuti rifiniti nei dettagli, porcellane finissime, bronzo, vetri dipinti e marmi pregiati, che abbinati all'alta stabilità della nave e al servizio a bordo resero gli ambienti talmente confortevoli che a tutti i passeggeri, compresi quelli di seconda e terza classe, sembrava di essere all'interno di un grand hotel...
Queste sono le caratteristiche di un simbolo dell'Italia, di un transatlantico che non deve essere dimenticato... Il Rex è una di quelle cose che devono renderci orgogliosi di essere italiani.


Scheda tecnica
Costruttore: Ansaldo, Sestri Ponente Genova
Armatore: Navigazione Generale Italiana / Italia Flotte Riunite
Varo: 1° agosto 1931
Entrata in servizio: 27 settembre 1932
Lunghezza: 268,20 metri
Larghezza: 29,50 metri
Velocità: 30 nodi
Capacità: 2032 passeggeri, 870 equipaggio



alla prox da TransatlanticEra...